Ogni giorno incrociamo sguardi, intrecciamo parole, entriamo in relazione con chi ci circonda. Siamo animali sociali, abbiamo bisogno degli altri, di una comunità per essere felici. Ma aprirci (come finestrini) talvolta ci spaventa: temiamo di farci del male, abbassare le difese. Eppure, è proprio da questa apertura che nasce la possibilità di cambiare, di guarire, di scoprire chi siamo oltre le maschere: Ameya Canovi (Le stelle non sono mai sole, Vallardi) ci conduce in una scelta affascinante e vertiginosa, quella di aprirci al mondo e di nominare ciò che non sappiamo nominare. Come stelle, nasciamo per restare insieme e unici, brillando di rinnovata intensità. Dialoga con lei Andrea Pascale.
Incontro accessibile nella Lingua dei Segni Italiana (LIS)
Ogni giorno incrociamo sguardi, intrecciamo parole, entriamo in relazione con chi ci circonda. Siamo animali sociali, abbiamo bisogno degli altri, di una comunità per essere felici. Ma aprirci (come finestrini) talvolta ci spaventa: temiamo di farci del male, abbassare le difese. Eppure, è proprio da questa apertura che nasce la possibilità di cambiare, di guarire, di scoprire chi siamo oltre le maschere: Ameya Canovi (Le stelle non sono mai sole, Vallardi) ci conduce in una scelta affascinante e vertiginosa, quella di aprirci al mondo e di nominare ciò che non sappiamo nominare. Come stelle, nasciamo per restare insieme e unici, brillando di rinnovata intensità. Dialoga con lei Andrea Pascale.
Incontro accessibile nella Lingua dei Segni Italiana (LIS)