Un grande ginkgo biloba davanti a un’università tedesca è il punto fermo di tre epoche. Nel 1908 una ragazza, tra le prime ammesse a Botanica, affronta l’imbarazzo e lo scetticismo di professori anziani; nel 1972 due studenti si innamorano accudendo un geranio e osservandone le reazioni; nel 2020, mentre il Covid si diffonde, un neuroscienziato di Hong Kong, arrivato per studiare la mente dei neonati, finisce per interessarsi all’albero. Ildikó Enyedi, in concorso a Venezia 2025 (premio Mastroianni a Luna Wedler), firma un racconto leggero e sorprendente che sposta il punto di vista e invita a guardare il mondo vegetale con occhi nuovi, riflettendo sul posto dell’uomo nella natura.
Un grande ginkgo biloba davanti a un’università tedesca è il punto fermo di tre epoche. Nel 1908 una ragazza, tra le prime ammesse a Botanica, affronta l’imbarazzo e lo scetticismo di professori anziani; nel 1972 due studenti si innamorano accudendo un geranio e osservandone le reazioni; nel 2020, mentre il Covid si diffonde, un neuroscienziato di Hong Kong, arrivato per studiare la mente dei neonati, finisce per interessarsi all’albero. Ildikó Enyedi, in concorso a Venezia 2025 (premio Mastroianni a Luna Wedler), firma un racconto leggero e sorprendente che sposta il punto di vista e invita a guardare il mondo vegetale con occhi nuovi, riflettendo sul posto dell’uomo nella natura.