«Dai ragazzi c’è sempre da sperar qualcosa», dice la Fata Turchina a Pinocchio. E poi aggiunge: «Ecco perché son venuta a cercarti fin qui». Così il Pinocchio di Collodi ci stupisce e commuove in ogni riga. Ma a scaldarci di più stavolta non è il legno nel fuoco ma sono i colori e la fantasia di Gek Tessaro (Pinocchio, Lapis) che col suo teatro disegnato, e la regia di Lella Marazzini, si avventura nella poesia del grande classico della letteratura, ricostruendo Pinocchio al contrario per proiettarlo con la lavagna luminosa, e in fondo dicendoci che le cose viste sottosopra sono perfino meglio. Pinocchio sottosopra chissà cosa diventa: lo sapremo solo alla fine del racconto…
«Dai ragazzi c’è sempre da sperar qualcosa», dice la Fata Turchina a Pinocchio. E poi aggiunge: «Ecco perché son venuta a cercarti fin qui». Così il Pinocchio di Collodi ci stupisce e commuove in ogni riga. Ma a scaldarci di più stavolta non è il legno nel fuoco ma sono i colori e la fantasia di Gek Tessaro (Pinocchio, Lapis) che col suo teatro disegnato, e la regia di Lella Marazzini, si avventura nella poesia del grande classico della letteratura, ricostruendo Pinocchio al contrario per proiettarlo con la lavagna luminosa, e in fondo dicendoci che le cose viste sottosopra sono perfino meglio. Pinocchio sottosopra chissà cosa diventa: lo sapremo solo alla fine del racconto…