Un soffio meno di cinquant’anni fa: era il 1977. Di quell’anno pensiamo di sapere già tutto: le occupazioni, le P38, i corpi sull’asfalto, la repressione, il rapimento Moro, le parole di Berlinguer, il compromesso storico. Ma mentre sembra sul punto di esplodere, e quasi senza chiedere il permesso alla Storia, l’Italia manifesta anche un dirompente desiderio di modernità. Arrivano la tv a colori, le emittenti locali, Portobello, i nuovi spot pubblicitari, i concerti pop in piazza, la Superclassifica Show, Happy Days, le scazzottate al cinema, le commedie sexy, gli avvistamenti degli ufo. Pasquale Palmieri (1977. L’Italia leggera nell’anno del movimento, Il Mulino) ci racconta un Paese che ha paura e insieme sogna, consuma, guarda, ascolta, sperimenta il futuro. Con lui Livio Partiti.
Un soffio meno di cinquant’anni fa: era il 1977. Di quell’anno pensiamo di sapere già tutto: le occupazioni, le P38, i corpi sull’asfalto, la repressione, il rapimento Moro, le parole di Berlinguer, il compromesso storico. Ma mentre sembra sul punto di esplodere, e quasi senza chiedere il permesso alla Storia, l’Italia manifesta anche un dirompente desiderio di modernità. Arrivano la tv a colori, le emittenti locali, Portobello, i nuovi spot pubblicitari, i concerti pop in piazza, la Superclassifica Show, Happy Days, le scazzottate al cinema, le commedie sexy, gli avvistamenti degli ufo. Pasquale Palmieri (1977. L’Italia leggera nell’anno del movimento, Il Mulino) ci racconta un Paese che ha paura e insieme sogna, consuma, guarda, ascolta, sperimenta il futuro. Con lui Livio Partiti.