Gaza, Ucraina, guerre asimmetriche, democrazia, difesa, diritto, disobbedienza, remigrazione… sono tutte parole, ma ciascuna apre a mondi, riflessioni, stati d’animo. Soprattutto, sono le parole della propaganda che trasforma la guerra in pace, le armi in difesa, cambiando la nostra percezione dei conflitti e della democrazia. È bene fare ordine partendo da fatti e parole insieme, per nominare le cose come stanno, e dare al linguaggio un valore forte. Valentina Pazè (Le parole della guerra, Bollati Boringhieri) e Federico Faloppa (Disarmare il discorso. Sulla militarizzazione del linguaggio, effequ e Lingua e potere. Studi sui linguaggi del dominio e della resistenza, Bollati Boringhieri) sanno che la lingua è potere, e capire come funziona è il primo passo perché quel potere si esprima in una forza positiva. Con loro Matteo Corradini.
Gaza, Ucraina, guerre asimmetriche, democrazia, difesa, diritto, disobbedienza, remigrazione… sono tutte parole, ma ciascuna apre a mondi, riflessioni, stati d’animo. Soprattutto, sono le parole della propaganda che trasforma la guerra in pace, le armi in difesa, cambiando la nostra percezione dei conflitti e della democrazia. È bene fare ordine partendo da fatti e parole insieme, per nominare le cose come stanno, e dare al linguaggio un valore forte. Valentina Pazè (Le parole della guerra, Bollati Boringhieri) e Federico Faloppa (Disarmare il discorso. Sulla militarizzazione del linguaggio, effequ e Lingua e potere. Studi sui linguaggi del dominio e della resistenza, Bollati Boringhieri) sanno che la lingua è potere, e capire come funziona è il primo passo perché quel potere si esprima in una forza positiva. Con loro Matteo Corradini.