Ogni mattina Giulio sale sull’autobus per andare a scuola e per non annoiarsi durante il tragitto disegna i passeggeri abituali sul suo taccuino: la Signora Androide, la Gang delle zebre, il filosofico Pancrazio. Quando i lavori sulla linea del tram riversano nuove facce sul suo 42 barrato, tra tante teste sconosciute ne spicca una: un naso che disegna una piccola curva, una fossetta sulla guancia destra, cuffie fluo tra i capelli. Da quel giorno, fermata dopo fermata, Giulio osserva la ragazza misteriosa e si prepara a parlarle, senza mai trovare il coraggio. Gud (Diecimila fermate per dirti che…, Mondadori) racconta con leggerezza quanto tempo può servire per dire una cosa semplice, se la si guarda passare ogni giorno dal finestrino senza mai scendere alla fermata giusta.
N.B. per la realizzazione dell’appuntamento saranno necessari: lavagna a fogli mobili e pennarelli per l’autore.
Ogni mattina Giulio sale sull’autobus per andare a scuola e per non annoiarsi durante il tragitto disegna i passeggeri abituali sul suo taccuino: la Signora Androide, la Gang delle zebre, il filosofico Pancrazio. Quando i lavori sulla linea del tram riversano nuove facce sul suo 42 barrato, tra tante teste sconosciute ne spicca una: un naso che disegna una piccola curva, una fossetta sulla guancia destra, cuffie fluo tra i capelli. Da quel giorno, fermata dopo fermata, Giulio osserva la ragazza misteriosa e si prepara a parlarle, senza mai trovare il coraggio. Gud (Diecimila fermate per dirti che…, Mondadori) racconta con leggerezza quanto tempo può servire per dire una cosa semplice, se la si guarda passare ogni giorno dal finestrino senza mai scendere alla fermata giusta.
N.B. per la realizzazione dell’appuntamento saranno necessari: lavagna a fogli mobili e pennarelli per l’autore.