«Su tre cose si regge il mondo», dice un testo rabbinico «la verità, la giustizia e la pace». La verità porta alla giustizia e la giustizia alla pace. È una costruzione complessa: se ne manca anche una sola il mondo è destinato a crollare. La guerra, invece, è semplice, si dice che sia nata con l’uomo e che faccia parte della sua natura più ancestrale. Ma nella natura degli esseri umani c’è anche la pace. È da questa riflessione che Gustavo Zagrebelsky (Di male in guerra. Verità, giustizia e pace, Einaudi) parte per mostrare che c’è molto da fare soprattutto oggi, quando la tecnologia bellica ha raggiunto livelli tali da rendere impossibile parlare ancora di guerre giuste. Dialoga con lui Paolo Giaccone.
«Su tre cose si regge il mondo», dice un testo rabbinico «la verità, la giustizia e la pace». La verità porta alla giustizia e la giustizia alla pace. È una costruzione complessa: se ne manca anche una sola il mondo è destinato a crollare. La guerra, invece, è semplice, si dice che sia nata con l’uomo e che faccia parte della sua natura più ancestrale. Ma nella natura degli esseri umani c’è anche la pace. È da questa riflessione che Gustavo Zagrebelsky (Di male in guerra. Verità, giustizia e pace, Einaudi) parte per mostrare che c’è molto da fare soprattutto oggi, quando la tecnologia bellica ha raggiunto livelli tali da rendere impossibile parlare ancora di guerre giuste. Dialoga con lui Paolo Giaccone.