Hana torna a Bratislava per votare e per seguire le elezioni slovacche come inviata di una radio italiana. Attraversando la frontiera le è subito chiaro che il paese sta cambiando, è già cambiato. Con il suo sguardo rivolto verso quell’Est, a cui ormai si richiama una porzione rilevante dell’Occidente, Jana Karšaiová (Io non parlo russo, Feltrinelli) ci racconta il suo romanzo lucido, politico e incalzante, che è soprattutto un invito a restare vigili, nella convinzione che il futuro sia qualcosa che si costruisce e si difende ogni giorno. Dialoga con l’autrice Chiara Codecà.
Hana torna a Bratislava per votare e per seguire le elezioni slovacche come inviata di una radio italiana. Attraversando la frontiera le è subito chiaro che il paese sta cambiando, è già cambiato. Con il suo sguardo rivolto verso quell’Est, a cui ormai si richiama una porzione rilevante dell’Occidente, Jana Karšaiová (Io non parlo russo, Feltrinelli) ci racconta il suo romanzo lucido, politico e incalzante, che è soprattutto un invito a restare vigili, nella convinzione che il futuro sia qualcosa che si costruisce e si difende ogni giorno. Dialoga con l’autrice Chiara Codecà.