La marchesa di Barolo è messa in scena da Marina Marazza (Il rosso del re, Solferino) in tutta la sua forza, la sua modernità e la sua eccezionale umanità. Ci sono le sue azioni a favore di miserabili, carcerati e bambini abbandonati nel Piemonte dei primi decenni dell’Ottocento, c’è il suo sostegno al diritto delle donne di essere realizzate e felici ma anche un’altra avventura: quella per produrre un vino che deve conquistare innanzitutto il re Carlo Alberto, l’unico che può davvero decretarne il successo. Dialoga con lei Donatella Signetti.
La marchesa di Barolo è messa in scena da Marina Marazza (Il rosso del re, Solferino) in tutta la sua forza, la sua modernità e la sua eccezionale umanità. Ci sono le sue azioni a favore di miserabili, carcerati e bambini abbandonati nel Piemonte dei primi decenni dell’Ottocento, c’è il suo sostegno al diritto delle donne di essere realizzate e felici ma anche un’altra avventura: quella per produrre un vino che deve conquistare innanzitutto il re Carlo Alberto, l’unico che può davvero decretarne il successo. Dialoga con lei Donatella Signetti.