A partire dal racconto “Funes, o della memoria”, Danilo Selvaggi (Una stanza nel mondo. Borges, Ireneo Funes e la vertigine della natura, Pandion), Direttore Generale della LIPU, propone una lettura ecologica dell’opera di Borges: la straordinaria attenzione di Funes per ogni dettaglio del mondo diventa uno spunto per riflettere sulla biodiversità, sul nostro modo di osservare la natura e sulla crisi ecologica contemporanea. La stanza di Funes può essere letta come un finestrino sul mondo: uno spazio raccolto da cui lo sguardo si apre alla ricchezza della vita, invitandoci a coglierne insieme la meraviglia e la fragilità. Dialoga con lui Massimiliano Galli.
A partire dal racconto “Funes, o della memoria”, Danilo Selvaggi (Una stanza nel mondo. Borges, Ireneo Funes e la vertigine della natura, Pandion), Direttore Generale della LIPU, propone una lettura ecologica dell’opera di Borges: la straordinaria attenzione di Funes per ogni dettaglio del mondo diventa uno spunto per riflettere sulla biodiversità, sul nostro modo di osservare la natura e sulla crisi ecologica contemporanea. La stanza di Funes può essere letta come un finestrino sul mondo: uno spazio raccolto da cui lo sguardo si apre alla ricchezza della vita, invitandoci a coglierne insieme la meraviglia e la fragilità. Dialoga con lui Massimiliano Galli.