Antonio Padellaro (Quando eravamo felici, Piemme) questa volta parte da un dialogo intimo e da un flusso di ricordi. La persona cui si rivolge è la moglie in un momento difficile della malattia, i ricordi sono quelli della casa di villeggiatura nella Versilia in mezzo ai parenti e ai cugini nell’estate degli anni Sessanta. Ma presto la narrazione diventa un grandangolo che abbraccia l’Italia del miracolo economico e la crisi dei missili di Cuba. Il ritratto di un mondo in cui la felicità sembrava un diritto acquisito e la politica conservava ancora il sapore di un destino collettivo. Dialoga con lui Saverio Simonelli.
Antonio Padellaro (Quando eravamo felici, Piemme) questa volta parte da un dialogo intimo e da un flusso di ricordi. La persona cui si rivolge è la moglie in un momento difficile della malattia, i ricordi sono quelli della casa di villeggiatura nella Versilia in mezzo ai parenti e ai cugini nell’estate degli anni Sessanta. Ma presto la narrazione diventa un grandangolo che abbraccia l’Italia del miracolo economico e la crisi dei missili di Cuba. Il ritratto di un mondo in cui la felicità sembrava un diritto acquisito e la politica conservava ancora il sapore di un destino collettivo. Dialoga con lui Saverio Simonelli.