Nel 1873 un esploratore tedesco invia un telegramma in cui è annunciata la fine dell’esplorazione del Nilo Superiore e la presenza di due “pigmei”. La parola pigmeo, oggi dispregiativa, indicava allora alcune popolazioni che abitavano i territori dell’Africa Centrale e Occidentale. Il mondo scientifico va in fibrillazione, ed è così che due bambini vengono deportati in Europa solo per essere osservati, classificati, analizzati. Chiara Abastanotti (Figli della foresta, con Igiaba Scego, Beccogiallo), autrice del manifesto di scrittorincittà 2026, racconta a fumetti la storia di Tukuba e Makunka, disumanizzati da una scienza che non li ha mai visti come persone, simboli delle rimozioni sul passato coloniale italiano. Dialoga con lei Andrea Valente.
Nel 1873 un esploratore tedesco invia un telegramma in cui è annunciata la fine dell’esplorazione del Nilo Superiore e la presenza di due “pigmei”. La parola pigmeo, oggi dispregiativa, indicava allora alcune popolazioni che abitavano i territori dell’Africa Centrale e Occidentale. Il mondo scientifico va in fibrillazione, ed è così che due bambini vengono deportati in Europa solo per essere osservati, classificati, analizzati. Chiara Abastanotti (Figli della foresta, con Igiaba Scego, Beccogiallo), autrice del manifesto di scrittorincittà 2026, racconta a fumetti la storia di Tukuba e Makunka, disumanizzati da una scienza che non li ha mai visti come persone, simboli delle rimozioni sul passato coloniale italiano. Dialoga con lei Andrea Valente.