È ancora pensabile la pace? In un tempo in cui la guerra sembra essere tornata parte del linguaggio ordinario della politica e dell’immaginario collettivo, parlare di pace rappresenta un gesto radicale e controcorrente. Roberto Cornelli e Adolfo Ceretti (Per una pace possibile. Responsabilità, giustizia e riparazione al tempo delle guerre, Feltrinelli) approfondiscono il significato della responsabilità, delle ferite, della memoria. La pace ci spinge a ricomporre i frammenti di un corpo sociale lacerato: società attraversate da fratture etiche, religiose e politiche sempre più difficili da ricondurre a sintesi. La speranza va concretizzata, perché la pace non è un’utopia ingenua ma un lavoro sul limite: della forza, del potere, dell’odio. E poi c’è sempre una pace possibile in ogni guerra. Dialoga con loro Rocco Olita.
È ancora pensabile la pace? In un tempo in cui la guerra sembra essere tornata parte del linguaggio ordinario della politica e dell’immaginario collettivo, parlare di pace rappresenta un gesto radicale e controcorrente. Roberto Cornelli e Adolfo Ceretti (Per una pace possibile. Responsabilità, giustizia e riparazione al tempo delle guerre, Feltrinelli) approfondiscono il significato della responsabilità, delle ferite, della memoria. La pace ci spinge a ricomporre i frammenti di un corpo sociale lacerato: società attraversate da fratture etiche, religiose e politiche sempre più difficili da ricondurre a sintesi. La speranza va concretizzata, perché la pace non è un’utopia ingenua ma un lavoro sul limite: della forza, del potere, dell’odio. E poi c’è sempre una pace possibile in ogni guerra. Dialoga con loro Rocco Olita.