Un autobus affollato, un taccuino sempre in mano, e diecimila fermate per raccogliere il coraggio di dire qualcosa: è il viaggio quotidiano di Giulio, che riempie la noia del tragitto scuola-casa disegnando i compagni di viaggio di ogni giorno. Tra i tanti volti che si alternano dietro il finestrino, uno resta fisso: quello di una ragazza con le cuffie fluo, osservata e mai avvicinata. Gud (Diecimila fermate per dirti che…, Mondadori) costruisce una storia dolce e buffa sull’attesa e sull’indecisione tipiche dei primi batticuori, ricordando che a volte basta una sola fermata, l’ultima, per cambiare tutto.
Un autobus affollato, un taccuino sempre in mano, e diecimila fermate per raccogliere il coraggio di dire qualcosa: è il viaggio quotidiano di Giulio, che riempie la noia del tragitto scuola-casa disegnando i compagni di viaggio di ogni giorno. Tra i tanti volti che si alternano dietro il finestrino, uno resta fisso: quello di una ragazza con le cuffie fluo, osservata e mai avvicinata. Gud (Diecimila fermate per dirti che…, Mondadori) costruisce una storia dolce e buffa sull’attesa e sull’indecisione tipiche dei primi batticuori, ricordando che a volte basta una sola fermata, l’ultima, per cambiare tutto.