L’estate non è fatta solo di tuffi e leggerezza. E una ruota panoramica non è solo un’attrazione turistica, ma un luogo dove chiunque può sentirsi libero di parlare, riflettere, ribellarsi e sognare. Soprattutto se, come Penelope, si passano due mesi seduti sotto le sue cabine di vetro, scrivendo su foglietti rossi e gialli frasi che solo una persona al mondo sa decifrare. Ma Marco, l’unica persona che le sa decifrare, non può più stare con lei e le voci su cosa sia successo si moltiplicano. Alessandro Barbaglia in Là dove finisce il cielo (Mondadori) racconta, un giro di ruota dopo l’altro, una storia corale in cui ogni personaggio si affaccia sulla propria versione della verità.
L’estate non è fatta solo di tuffi e leggerezza. E una ruota panoramica non è solo un’attrazione turistica, ma un luogo dove chiunque può sentirsi libero di parlare, riflettere, ribellarsi e sognare. Soprattutto se, come Penelope, si passano due mesi seduti sotto le sue cabine di vetro, scrivendo su foglietti rossi e gialli frasi che solo una persona al mondo sa decifrare. Ma Marco, l’unica persona che le sa decifrare, non può più stare con lei e le voci su cosa sia successo si moltiplicano. Alessandro Barbaglia in Là dove finisce il cielo (Mondadori) racconta, un giro di ruota dopo l’altro, una storia corale in cui ogni personaggio si affaccia sulla propria versione della verità.