C’è chi ha paura del sole, e chi ha paura del mare: Alma non può restare esposta al sole senza soffrirne, Ulisse non riesce a guardare l’acqua senza tremare. Eppure è proprio in quell’estate a Naxos, tra le Cicladi e gli echi dei miti antichi, che i due ragazzi si scoprono capaci di guardare oltre le proprie paure, e di specchiarsi l’uno nell’altra. Simona Dolce (L’estate in cui ho smesso di avere paura, Mondadori) racconta con delicatezza come, a volte, basti l’incontro con altre fragilità per imparare ad accettare la propria e trasformarla in qualcosa di prezioso.
C’è chi ha paura del sole, e chi ha paura del mare: Alma non può restare esposta al sole senza soffrirne, Ulisse non riesce a guardare l’acqua senza tremare. Eppure è proprio in quell’estate a Naxos, tra le Cicladi e gli echi dei miti antichi, che i due ragazzi si scoprono capaci di guardare oltre le proprie paure, e di specchiarsi l’uno nell’altra. Simona Dolce (L’estate in cui ho smesso di avere paura, Mondadori) racconta con delicatezza come, a volte, basti l’incontro con altre fragilità per imparare ad accettare la propria e trasformarla in qualcosa di prezioso.