Gottinga
Percorso attraverso il fumetto matematico di Davide Osenda
All'inaugurazione di sabato 8 novembre alle 21 al Museo Civico, con l'autore interverrà anche Andrea Plazzi che di Gottinga ha scritto in termini a dir poco entusiastici [leggi]
MUSEO CIVIVO
dall'8 novembre al 6 gennaio
inaugurazione sab. 8 ore 21
martedì e sabato: 8.30-13.00 / 14.30-17.30
mercoledì, giovedì e venerdì: 8.30-13.00 / 14.30-17.00
domenica e festivi: 15.00-19.00
 In un'aula apparentemente deserta dell'università di Gottinga, il professor Fiz tiene la sua ultima lezione. Entra pacato e triste e, quasi a scaricarsi, comincia un lungo e appassionato monologo che lo porterà a parlare di infiniti, di Cantor, Hilbert e Gödel. A un tratto, ecco l'incontro con Alkuin, uno studente di matematica che, nascosto fra i banchi, ha ascoltato, per caso, la curiosa lezione.
Fuori, intanto, infuria la Storia e i nazisti rastrellano le strade. Il professore, indicando uno degli insiemi alla lavagna, asserisce: “Gli uomini sono, come dire… finiti”.
Infiniti, invece, sono i numeri, ed è l'infinito l'argomento cardine del fumetto di Davide Osenda, o più precisamente la teoria degli infiniti di Cantor. Un tema insolito per un fumetto, ancor più se pensiamo al fatto che l'autore è un esordiente assoluto.
Rubando le parole ad Andrea Plazzi: “come fumetto Gottinga costituirebbe un bell'esordio anche se parlasse del prezzo delle zucchine nella Bassa Sassonia tra le due guerre. Ha una buona tecnica narrativa, cattura l'attenzione del lettore e utilizza bene la gabbia semplicissima che si è scelto. Il tratto è essenziale e corretto, con qualche incertezza minore e una padronanza del colore che non è quella di un esordiente. Davide nasce infatti come acquerellista, il che rende ancora più sorprendente il controllo che ha sulla narrazione”.
Dopo aver esposto alcune tavole al Festival della Matematica di Roma nel marzo 2008, il Museo Civico di Cuneo, con scrittorincittà, dedica al fumetto una mostra curata dallo stesso Osenda e da Alessandro Viale. Un'esposizione integrale arricchita da alcuni inserti multimediali: una lettura guidata della prima parte, la creazioni di ambienti sonori e un video esplicativo vanno a dare una profondità particolare alla visita. Lo spettatore entrerà in un unico luogo continuo e circolare in cui poter fruire al meglio dell'opera. Anche perché, citando nuovamente Plazzi: Gottinga è anche un buon fumetto didattico, “da far leggere ai vostri nipotini perché capiscano che ci sono tanti infiniti, alcuni più grandi e altri più piccoli (e se non avete chiaro perché dovreste farlo, è il caso che prima lo leggiate per bene voi)”.
Per informazioni:
t. 0171.634175
e. museo@comune.cuneo.it
i. http://www.comune.cuneo.it/cultura/museo/index.html
Lo spirito creativo è leggero
vita e opera di Giuseppe Peano
CENTRO DI DOCUNEMENTAZIONE TERRITORIALE
mostra permanente
lunedì, mercoledì e venerdì dalle 8.30 alle 12.30
martedì e giovedì dalle 14 alle 17
per informazioni: 0171.444.660
 Il titolo della mostra documentaria, Lo spirito creativo è leggero, è tratto da Un sogno del Nord di Lalla Romano (nipote del matematico) ed è stato scelto perché dice, in poche parole, quello che Giuseppe Peano era, e ci teneva ad essere, come uomo e come scienziato.
I pannelli sintetizzano le vicende biografiche del celebre matematico, i suoi più importanti risultati, la sua attualità, i suoi progetti principali e i suoi sogni.
I documenti esposti rappresentano un campione della ricchezza della biblioteca e dell'archivio donati alla Biblioteca civica nel 1954 e sono integrati da alcuni giochi matematici da lui descritti nel volume Giochi di aritmetica e problemi interessanti del 1924, e riprodotti in legno dal Giardino di Archimede di Firenze.
Il racconto del profilo umano di Peano, delle sue frequentazioni, della sua disponibilità verso colleghi, collaboratori ed allievi è affidato ad un video realizzato da Carlo Cagnasso.
La mostra è stata curata dalla Biblioteca civica, da Clara Silvia Roero e Erika Luciano dell'Università di Torino.
Anni di piombo
La voce delle vittime
Per non dimenticare
A cura di Luca Guglielminetti con la collaborazione di Associazione Italiana Vittime del Terrorismo
Salone d'Onore del Comune
Dal 7 novembre 2008 al 24 novembre 2008
Gli anni '70 hanno pesantemente condizionato la vita pubblica italiana, che si è trovata ad affrontare una delle fasi più aspre della lotta politica in quelli che, in seguito, saranno definiti, con immagine drammaticamente evocativa, “anni di piombo”. Il Piemonte, e Torino in particolare, erano tra gli epicentri del fenomeno terroristico e la tenuta della città e della regione di fronte all'offensiva eversiva rivestirono un'importanza decisiva per tutto il Paese. A distanza di anni, l'Italia è stata nuovamente segnata da episodi terroristici, per tutti gli omicidi di D'Antona e Biagi, che hanno dimostrato il permanere, sia pure in strati marginali della nostra società, della piaga della violenza come strumento di lotta politica. Per altro verso, il terrorismo è divenuto, a livello internazionale, il detonatore delle grandi tensioni globali che attraversano la nostra epoca e minacciano la convivenza e la pace tra i popoli.
La mostra, attraverso un ricco apparato storiografico e fotografico e con un linguaggio semplice ed efficace, vuole offrire una testimonianza di quegli anni, al fine di contrastare e scongiurare ogni pericolo di riproduzione di quei tragici fenomeni che hanno tristemente segnato un decennio della storia italiana.
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