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Corona Mauro

Mauro Corona

Chi è

Mauro Corona è nato il 9 agosto del 195° a Piné, in provincia di Trento, dove trascorre quasi sei anni. L’amore per la montagna e per l’alpinismo gli entra nel sangue durante le battute di caccia ai camosci al seguito del padre sulle cime che circondano il paese. Appena tredicenne, in agosto, scala il Monte Duranno ed è del 1968, a diciotto anni, la prima via aperta sul monte Palazza, nella val Zemola di Erto. La madre abbandona la famiglia pochi mesi dopo la nascita del terzo figlio e passeranno diversi anni prima che faccia ritorno a Erto. Ai nonni resta il compito di tirare su i ragazzi. Dal vecchio Felice, abilissimo intagliatore, Corona apprende sin da bambino i rudimenti della scultura. Nel frattempo Mauro frequenta la scuola elementare fino all’ottava classe a Erto, poi inizia le medie a Longarone. Ma il 9 ottobre 1963 la gigantesca ondata del Vajont spazza letteralmente via la cittadina. Mauro, insieme al fratello Felice, sarà costretto quindi a trasferirsi per tre anni nel Collegio Don Bosco di Pordenone, dove furono mandati a studiare alcuni giovani sfollati dopo la tragedia. Mauro lascia il posto da manovale che aveva trovato a Maniago e va a spaccare massi nella cava di marmo del Monte Buscada, come scalpellino riquadratore. Sospende l’attività solamente durante il periodo del servizio militare, a vent’anni. Lascia i monti e parte per L’Aquila arruolato negli alpini. Da lì finisce a Tarvisio nella squadra sciatori. Nei ritagli di tempo e durante i lunghi mesi invernali continua a intagliare figurine in legno, camosci, scoiattoli, uccelli e Madonnine. Una mattina del 1975, Renato Gaiotti, passa per caso in via Balbi, nella vecchia Erto, dove già da qualche anno Mauro abita. E’ il 1976. Da allora le esposizioni sono seguite numerose e nei luoghi più disparati, fino in Svizzera. Mauro però non si limita all’ltalia, avventurandosi fino in Groenlandia per una spedizione internazionale e volando in California per toccare con mano le leggendarie pareti della Yosemite Valley. Mauro ama anche scrivere. Un amico giornalista, Maurizio Bait, un giorno decide di pubblicare alcuni dei suoi racconti sul quotidiano Il Gazzettino. E’ da qui che comincia, all’inizio un po’ in sordina, una nuova attività: quella di scrittore, che lo porta alla pubblicazione di diversi libri, dal 1997 fino a oggi, editi dalle case editrici italiane più prestigiose. Mauro Corona ha ottenuto numerosi riconoscimenti in campo letterario tra cui: il Premio Papa Leone I Magno nel 1993; il Premio San Marco nel 1995; il Cardo d’argento 27° Premio Itas del Libro di montagna nel 1998 (ll volo della martora); il Premio Nazionale di letteratura naturalistica Parco della Majella 2° premio per la sezione narrativa edita 2002 (Le voci del bosco); il Cardo d’argento 37° Premio Itas del Libro di montagna nel 2008 (Cani, camosci, cuculi e un corvo); il Premio Grinzane-Cavour nel 2008 (Le voci del bosco); il Premio Cavallini nel 2009 (ll canto delle manére); il Pelmo d’Oro nel 2009; il Premio Bancarella nel 2011 (La fine del mondo storto); il Premio Mario Rigoni Stern 2014 (La voce degli uomini freddi). E’ inoltre entrato come finalista al Premio Campiello 2014 (La voce degli uomini freddi).

Ultimi titoli

Nel muro (Mondadori, 2018)
Favola in bianco e nero (Mondadori, 2015)
Quasi Niente (Chiarelettere, 2017)
Confessioni ultime (Chiarelettere, 2013)
Guida poco che devi bere. Manuale a uso dei giovani per imparare a bere (Mondadori, 2013)
Venti racconti allegri e uno triste (Mondadori, 2012)
La casa dei sette ponti (Feltrinelli, 2012)
Gli occhi del bosco. Storie di animali e uomini (Mondadori, 2012)

Appuntamenti

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